Blockchain e cibo, il Bitcoin si mangia

Dall’HACCP alla blockchain alimentare: il futuro delle criptovalute è nel cibo? E’ una domanda lecita, visto che il protocollo più famoso delle monete virtuali può soppiantare quello degli alimenti?

Cibo e blockchian, addio HACCP?

Il protocollo HACCP consiste in un blocco di azioni imposto a chi si occupa della ristorazione, ovvero aziende agricole, ristoranti, pizzerie, macellerie, bar ecc. che serve come garanzia di integrità del prodotto in ogni parte della filiera e scongiurare i pericoli. HACCP è un acronimo in inglese che significa infatti Hazard analysis and critical control points. In Italia, è stato assimilato grazie a una direttiva europea nel 97 e da allora i cibi sulle nostre tavole dovrebbero essere molto più sicuri. Ma solo nell’ambito della UE. Sì, perché sfortunatamente non esiste ancora un suo equivalente che possa debellare crisi sanitarie dovute alla cattiva conservazione dei cibi freschi, al mancato rispetto dei protocolli internazionali per il trasporto, al diffondersi di epidemie batteriche o virali dovute agli alimenti. L’ultimo caso eclatante risale a una estate di un paio di anni fa: un’epidemia di Salmonella è stata causata da un batterio estremamente pericoloso, trasportato dal Messico attraverso un frutto esotico diventato comunissimo, la papaya. Le autorità hanno provveduto a ritirare il prodotto, ma solo dopo la tragedia.  Ma qualcosa sta per cambiare in questo ambito.

Bitcoin in funzione dell’industria alimentare

Walmart, gigante GDO statunitense, ha avviato una collaborazione con un colosso dell’informatica, IBM, al fine di rendere tracciabili i prodotti partendo da ogni singolo punto della filiera produttiva attraverso la tecnologia Blockchain. Molti aspiranti trader riconosceranno senza ombra di dubbio la tecnologia di base dei Bitcoin, la famosa criptovaluta che sta tanto facendo parlare di sé in quanto ha incrementato il suo valore, tanto che traders hanno scelto di investire sulle crypto mediante gli Exchange e i broker online. Scopri le migliori piattaforme per trading online per guadagnare con le criptovalute, anche perché i BTC saranno il futuro: dapprima sostituti digitali dell’oro e delle valute tradizionali, ora anche sostituti dell’HACCP. Un accordo che riguarda anche altri grandi aziende e colossi come Unilever e Nestlè. Merito della IBM Blockchain Platform. I dettagli di questo sistema, per ovvie ragioni, non sono certo stati resi noti, ma con ogni probabilità il prodotto viene associato a un token digitale all’interno della blockchain, in modo che ogni passaggio nella filiera venga registrato, come avviene con le transazioni delle crypto.

Altre applicazioni della blockchain alimentare

Quindi, se quella famosa estate, ogni papaya fosse stata segnalata e registrata nella blockchain, gli inquirenti avrebbero potuto consultare il codice e risalire in maniera istantanea al luogo di produzione di ogni frutto infettato. IBM sta comunque svolgendo i suoi esperimenti con partner di alto livello, ma non è certamente il primo caso di semplificazione dell’HACCP. In Giappone, ad esempio, ci tengono moltissimo alla tracciabilità del cibo, cacciagione compresa, tanto che esiste una Blockchain giapponese che serve appunto per tracciare la provenienza, il prezzo, la data di abbattimento  e ogni passaggio della filiera. Essendo una blockchain, le informazioni non possono essere modificabili, in più consultabili e a disposizione di chiunque.

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