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Rischi in cucina, prevenzione prima di tutto

Lavorare in cucina per molti è un’ambizione che si coltiva fin da giovanissimi, un desiderio che si realizza con il giusto percorso di studi. Molti amano creare piatti e ricette per accontentare anche i palati più esigenti, ma prima di poter arrivare a questo il percorso è molto lungo. Prima viene lo studio, poi anni di praticantato e di gavetta, fino ad arrivare, finalmente, a coronare il proprio sogno. Ma la vita in cucina non è edulcorata come potrebbe sembrare guardando diversi programmi televisivi. La vita in cucina è molto dura e non priva di rischi.

Rischi in cucina, colpa dei ritmi sostenuti

I rischi in cucina sono tanti, soprattutto per i giovani più inesperti che si apprestano a imparare un mestiere. Oggi, purtroppo, un peso notevole lo hanno i ritmi frenetici a cui si viene sottoposti specialmente durante la stagione estiva. Un altro fattore che aumenta i rischi in cucina è il fatto che non viene data abbastanza importanza e dedicato tempo a sufficienza alla prevenzione dei rischi. Proprio i cuochi, infatti, rientrano nelle categorie più a rischio, quelle colpite dal maggior numero di incidenti sul lavoro, seguiti a ruota da camerieri, baristi, pizzaioli.

In Italia, stando ai dati Inail, sono circa 33.500 gli infortuni che provengono dal settore della ristorazione, infortuni che generano, nella maggior parte dei casi, una richiesta di risarcimento danni, e si può comprendere quali spese la cosa comporti. Basterebbe semplicemente investire in prevenzione ed educare tutti gli attori coinvolti, come previsto dal testo unico 81/08 che è subentrato all’ex D.Lgs 626/94 che chiarisce quali siano gli obblighi e le responsabilità di tutte le figure coinvolte.

Che obblighi hanno il datore di lavoro e il lavoratore

rischi in cucinaIl datore di lavoro deve valutare i rischi (DVR) e indicare il programma delle misure di prevenzione idonee; deve dotare i lavoratori dei necessari dispositivi e livelli di sicurezza; deve individuare anche i soggetti atti alla tutela della salute dei dipendenti e deve informare e addestrare i lavoratori su quelli che sono i rischi specifici sulle misure di sicurezza e gestione delle emergenze. Il lavoratore, invece, dal canto suo, deve utilizzare correttamente i macchinari e gli strumenti necessari per lo svolgimento della propria mansione, ma anche segnalare eventuali deficienze di mezzi e dispositivi di sicurezza e di eventuali condizioni di pericolo, non deve modificare, senza prima aver domandato il permesso, i dispositivi di sicurezza o di controllo, deve sottoporsi ai controlli sanitari previsti e frequentare i corsi di formazione previsti.

I principali rischi in cucina

Ma passiamo adesso a esaminare rapidamente le principali cause di rischio in cucina. Tra i più frequenti ci sono quelli da urti, caduta e scivolamento causati dalla presenza di oggetti fuori posto pavimenti scivolosi o danneggiati, uso di calzature non idonee. I rischi da taglio, invece, derivano da uno scorretto utilizzo delle affettatrici, tritacarne, e altri utensili. Il rischio di ustione è causato da un utilizzo scorretto dei forni a gas, elettrici, a microonde, macchine da bar. Tra gli altri fattori di rischio si trovano poi la permanenza non idonea in ambienti umidi eccessivamente caldi o freddi, che comportano quindi un rischio microclimatico; vi è poi un rischio dovuto alla movimentazione manuale dei carichi, un rischio chimico dovuto a uno scorretto utilizzo di prodotti chimici.

Sia il datore di lavoro che il lavoratore possono incorrere in pesanti sanzioni.

 

 

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