L’evoluzione del caffè. Dai chicchi alle cialde, dalle drogherie all’online

Chiediamo di tutto a Google, molto spesso sono domande di localizzazione: dove si trova tal negozio, dove è questa città, dove vendono questo o quell’altro oggetto. Dove comprare caffè online? Tra le ricerche più comuni nel settore merceologico del caffè, c’è proprio questa “query” – così si chiamano le “domande” che facciamo al motore di ricerca Google – in cui online può anche essere omesso. Come mai? Un interesse impensabile già solo 5-10 anni fa. Del resto il settore del caffè ha subito una vera e propria rivoluzione, almeno in Italia. Si è passati dall’essere la patria della moka, del caffè casalingo, de “‘na tazzulell’ ‘e cafè” di Pino Daniele (che negli anni settanta era prettamente quello preso in casa) ad essere un popolo di amanti dell’espresso in capsule e cialde, neanche più da bar. Come è accaduto tutto ciò?

In principio, inizio secolo scorso, la parola caffè evocava i chicchi, i grani, il loro rumore inconfondibile mentre venivano macinati per produrre la polvere al bar, anzi nei caffè, appunto. Questo era il nome dei locali. Il caffè espresso del bar era quasi un lusso, di certo non l’abitudine, ma lo sfizio che ci si poteva togliere di tanto in tanto, e che, in principio proprio, era riservato a letterati e gente bene. A casa, in famiglia, la mattina si preparava la moka con la polvere o la caffettiera napoletana, un po’ più forte perché la bevanda prodotta è non filtrata. Solo col tempo e con il crescere dell’economia anche i caffè in casa sono aumentati: dopo pranzo, oppure a metà pomeriggio, raramente dopo cena. L’introduzione del caffè decaffeinato – quindi privo della caffeina, la sostanza eccitante che può compromettere il riposo – lo ha sdoganato a qualunque ora, senza che si corresse il rischio di non dormire.

Con o senza caffeina il caffè veniva acquistato nelle drogherie prima, nei negozi alimentari poi, solo successivamente nei supermercati. Ad ogni modo le famiglie lo acquistavano al negozio, dal rivenditore. Punto e fine, senza alternative. Ora la parola drogheria è addirittura desueta, i millennials difficilmente la conoscono e di certo non possono pensare che per comprare il caffè ci si dovesse per forza recare ad un piccolo negozio.

Le nuove generazioni sono cresciute con il caffè come abitudine, una bevanda qualunque da mettere nel latte a colazione, da bere al mattino, a metà mattina, dopo pranzo, nel pomeriggio e anche la sera dopo cena. Come base per cocktail, gelati e dolci. Senza vincoli di costi, di effetti collaterali, di dove sorseggiarlo.

Sì, perché pian piano il caffè si è fatto largo nelle abitudini e nelle giornate degli italiani, invadendo dapprima la routine e aumentando i caffè espresso al bar – per abitudine, per una scusa, per una pausa… – fino alla trasformazione totale degli ultimi venti anni. Difatti, pian piano sono entrate nelle case le macchine da espresso domestiche, che però venivano usate raramente, più che mai per gli ospiti o per il caffè del dopo pranzo. Poi il gusto del buon espresso fatto in casa, magari macinando al momento i chicchi, si è impossessato del palato degli italiani che hanno iniziato a sentirlo come irrinunciabile. Infine, quindi, si sono fatte strada le piccole macchine da espresso domestiche automatiche, funzionanti a cialde o capsule (il cosiddetto caffè monoporzionato): il vero boom del millennio. Da quel momento grazie alla semplicità d’uso, al costo accessibile, le macchinette del caffè hanno colonizzato case, uffici, negozi, sale d’attesa, iniziando a incalzare anche il settore vending dei distributori automatici. Di pari passo è cambiato anche il dove acquistare il caffè: online, è diventata la risposta più frequente. Certo, i negozi, gli alimentari, i supermercati ne sono forniti, ma i veri prezzi concorrenziali li fa il web. L’ingrosso online è un tipico esempio di sito web specializzato, fornitissimo e dai prezzi concorrenziali, in grado di rifornire una famiglia, come una grande azienda in sole 48h.

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